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Zanni
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Lo mwcaZanni era un personaggio del teatro comico dell'antica Roma, in seguito divenuto mwcqmaschera della mwcgcommedia dell'arte.

Contents

Note

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Origini

Nella Grecia antica mwdgSannos indicava una persona stolta o ridicola; il termine entrò nella cultura teatrale romanacite-ref-1[1], tanto che venne citato anche da Cicerone.cite-ref-2[2]

«E che ci può essere tanto ridicolo, quanto un Sannione, il quale con la bocca, col volto, con imitare i movimenti, con la voce, finalmente con tutto il corpo è motivo di riso?»

Il personaggio della commedia dell'arte

Il nome di Zanni, come Zuan è una versione veneta del nome mwggGianni, un nome molto diffuso nel contado veneto-lombardo da dove venivano la maggior parte dei servitori dei nobili e dei ricchi mercanti veneziani. Per questa ragione lo Zanni, divenuto un personaggio fra i più antichi della mwgwcommedia dell'arte venne facilmente identificato con costoro. La stessa commedia dell'arte ai suoi primordi, alla fine del XVI secolo, veniva definita anche mwhaCommedia degli Zanni. Nel mwhq1559 mwhgAnton Francesco Grazzini, poeta e drammaturgo fiorentino, compose il canto carnascialesco mwhwDe' Zanni e de' Magnifichi. Il nome di Magnifico era l'antico nome della maschera veneziana di mwiaPantalone, il Grazzini aveva presente evidentemente i primi canovacci degli attori di strada che improvvisavano delle dispute fra servo e padrone chiamati mwiqContrasti comici o anche mwigLudi Zanneschi.

Ben presto la maschera di Zanni lasciò strada a servitori che divennero più importanti con nomi propri che li distinguessero tra loro nel corso della storia della commedia dell'arte. Quindi nacquero i primi zanni (servi astuti) come mwkqFrittellino, mwkgBeltrame e mwkwBrighella; i secondi zanni (quelli sciocchi), molto più famosi a causa della bravura degli attori che li rappresentavano e per l'impatto che avevano sul pubblico; fra i più famosi mwlaArlecchino, mwlqPulcinella, mwlgMezzettino e mwlwTruffaldino. Questo trapasso avvenne con un periodo di coesistenza, e non a caso uno dei primi arlecchini si chiamava mwmaZan Ganassa.

Questa maschera ebbe anche un'eco europea visto che in mwmgGermania si trasformò nel personaggio di mwmwHans Wurst, cioè la traduzione di uno dei tanti appellativi della maschera italiana, quella di mwnaZan Salsiccia. In Inghilterra, ha dato origine al termine mwnqzany che, come aggettivo, ha il significato di "spregiudicato e stravagante ma divertente" , mentre come sostantivo indicava in passato un pagliaccio che si produceva in imitazioni buffe delle azioni di un altro clown al quale fungeva da mwngspalla comicacite-ref-3[3].

Prima di sdoppiarsi nelle due tipologie di servo furbo e servo sciocco, Zanni era un personaggio a sé stante.

Le testimonianze iconografiche lo mostrano come il classico villano, con un costume a falde larghe color beretino (cioè una sorta di mwqwcanapa non trattata, quindi di un colore beige, tendente al giallo o al grigio), l'abito normalmente indossato dai contadini durante il lavoro nei campi, un cappello particolare largo intorno alla testa ma soprattutto con una visiera lunga, un po' come quello dei goliardi universitari. La sua maschera è di cuoio bianco o più chiara rispetto alle maschere di mwraPantalone o di mwrqArlecchino.

Caratteristiche del personaggio

Zanni è legato alla terra, alla vita rurale, dal carattere grezzo e volgare del contadino. Assomiglia a un animale per i suoi modi di fare, dato che i suoi istinti principali sono il sesso e la fame. Esistono due tipi di Zanni: quello astuto e veloce e quello sciocco e lento. Il primo è solito giocare brutti tiri al padrone e ai suoi interlocutori, a meno che non siano donne o serve con le quali tenta subito di accoppiarsi senza tanti preamboli. Oltre a essere veloce e agile, questo Zanni è anche molto aggressivo e con la parlantina sciolta; facile all'ira, diventa subito violento e manesco, anche con le donne. La sua maschera di solito è caratterizzata da un naso ricurvo e appuntito, simile a quella di un gallinaccio.

Lo Zanni lento è l'esatto contrario; è ignorante e quasi incapace di formulare un concetto, dimostrando la sua tardezza anche nel movimento lemme e curvo verso il basso. Ciononostante egli appare sempre spassoso e divertente al pubblico e agli interlocutori perché sa generare equivoci col padrone e addirittura cercare di elevarsi al di sopra della sua figura, venendo però subito ammonito. Le sue caratteristiche principali sono lamentarsi in continuazione della sua situazione e delle varie circostanze e in particolare essere affamato e supplicante come un barbone. La sua maschera è caratterizzata da un naso aquilino e ricurvo.

Iconografia

Nelle più antiche testimonianze iconografiche Zanni è il servo di Pantalone (che nei primi anni della commedia si chiamerà il mwuqMagnifico); nella Raccolta delle incisioni detta Fossard, Zanni è chiamato Zany Corneto forse a causa del resto del corno che orna la sua maschera, come anche quella di Arlecchino, residuo dell'origine diabolica degli zanni. Nella stessa raccolta di incisioni, databili alla metà del XVI secolo con didascalie in francese, appare già un Arlecchino archetipo dello Zanni sciocco (Harlequin nel testo).

L'Harlequin è strutturalmente più simile a un mwvagiocoliere che non a un servo, in un abito aderente con qualche rara toppa colorata, ed è spesso rappresentato in posizioni molto ginniche; ha una maschera nera ma che ancora non ha coperto completamente la faccia, ha i capelli chiari e una barbetta bionda con pizzo alla mwvqDon Chisciotte (siamo nel periodo della dominazione spagnola dell'Italia e andava molto di moda portare baffi e pizzo alla mwvgfelipina). Generalmente è senza berretto.

Un'altra testimonianza iconografica molto interessante è quella degli affreschi del Castello Trausnitz a mwxgLandshut: Zanni è il vero mattatore della commedia affrescata nel mwxw1578 dal pittore veneto mwyaAlessandro Scalzi.

Zanni è un vero e proprio mwygdeus ex machina delle parti comiche dell'azione dipinta a lato della scalinata chiamata mwywNarrentreppe ovvero scala dei buffoni o giocolieri.

Nei vari affreschi strimpella serenate, ruba il vino al padrone (sempre il solito Pantalone) e lo riporta a casa bastonato su un mulo, che Zanni sprona con un mantice nel culo. Quest'ultimo lazzo doveva essere molto diffuso e lo ritroviamo in una delle innumerevoli incisioni di Jacques Callot, intitolate mwzqI balli di Sfessania, composte nel mwzw1621, quindi nel periodo d'oro della commedia dell'arte, durante un viaggio in Italia del disegnatore francese. Il lazzo del mulo e del mantice è però rappresentato da un personaggio più simile ad Arlecchino, al quale evidentemente Zanni aveva già ceduto il passo (in fondo erano passati ventitré anni dagli affreschi di Trausnitz e i personaggi della commedia si erano evoluti).

Primi e secondi Zanni

Il personaggio di Zanni comprendeva per sua natura due tipologie distinte di carattere, quella del furbo e quella dello sciocco. Nel corso della storia della commedia dell'arte questi due caratteri si divisero, e gli attori si specializzarono in una delle due tipologie di Zanni, chiamate primi e secondi Zanni.

Due fra i primi Zanni più famosi furono Nicolò Barbieri in arte mwcqBeltrame e Piermaria Cecchini in arte Frittellino, attori celebri e celebrati (a Frittellino fu pure concesso un quarto di nobiltà dall'mwcgImperatore Mattia in persona), oltre che per le loro opere anche per i saggi teorici con i quali cominciarono a fissare le regole della commedia dell'arte. In mwcwFrutti delle moderne commedie Cecchini diede una ricca descrizione delle compagnie dell'epoca e fissò i ruoli dei personaggi. Barbieri, nel suo saggio sull'arte teatrale mwdqLa Supplica, fissò invece la differenza che ormai aveva separato la categoria dell'attore professionista dal saltimbanco o l'attore di strada.

Fra i secondi Zanni i nomi da fare sarebbero moltissimi, dal primo mweaArlecchino mweqTristano Martinelli fino al mwegTruffaldino settecentesco di Antonio Sacco e di mwewOnofrio Paganini. Da non scordare il suo corrispondente napoletano mwfaPulcinella, interpretato per primo da mwfqSilvio Fiorillo, in Arte mwfgCapitan Matamoros, a cui si attribuisce erroneamente la nascita dello Zanni napoletano. Il Pulcinella più longevo e conosciuto è stato mwfwAntonio Petito, in assoluto il più ammirato e amato dai napoletani dell'Ottocento.

Note

cite-note-11. mwhgFrancesco Saverio Quadrio, mwhwDella storia e della ragione d'ogni poesia, Francesco Agnelli stampatore, Milano 1764, pag. 213
cite-note-22. mwiwMarco Tullio Cicerone, mwjaDe oratoria Libro 2, 61
cite-note-33. mwkamwkqmwkgzany, in mwkwEnglish Oxford Living Dictionaries, mwlaOxford University Press. mwlqURL consultato il 17 settembre 2017 mwlg(archiviato dall'mwlwurl originale il 17 settembre 2017).

Bibliografia

• mwnwGiovanni Briccio, mwoaL'auentura di Zanni, e Pascariello, comedia da ricitarsi in vna mascherata, o in vn festino, Opera nuoua di G.b. R In Bologna, 1670.
• mwowVn Capitolo in lingua bergamasca. Nel quale si dimostra tutte le arte esser disgratiate. Nuouamente composto per Zan Presutto. Con alcune stanze sopra il mangiamento del Zanni. Opera molto ridiculosa, & bella In Firenze. Con permissione della S. Inquisitione, sec. 16°.
• mwpqCapitolo in lingua bergamasca, qual narra un insonio deletteuole, e come il pouero Zanni dormendo, li parea esser all'inferno, e narra tutti gli artigiani, che ci sono, con vn lamento bellissimo. Composta nuouamente per Zan Fritella da Val Luganega, Bologna, 1585.
• Filippo Maria Benedlni, mwpwLa Mora indovina zingaresca bellissima, e curiosa di cinque personaggi, cioè zingara, Beco, e Nardino, contadini, Zanni, e dottore, In Lucca, 1765.
• Stefano Andrea Vannoni, mwqqLa Crezia da Rimaggio di Beco da Girone intreccio bellissio in stile zingaresco nuovo di sette parsonaggi cioè zingana, Beco, Pulcinella, capitano, Zanni, Crezia, e dottore, per spasso delle sig. dame nel presente carnevale, In Lucca, per Salvatore, e Giand. Mares. e Comp, XVIII sec.
• mwqwGiovanni Poli (a cura di), mwraLa commedia degli Zanni: due tempi da documenti rinascimentali della Commedia dell'Arte, Milano, 1964.
• Roberto Marinelli, mwrgAntiche maschere carnevalesche del Reatino: gli zanni nelle danze armate tradizionali tra Ottocento e Novecento, Rieti: Istituto Eugenio Cirese, 1980.
• Roberto Marinelli, mwsaI paladini di san Carneale: gli zanni nelle danze armate e nei giochi carnevaleschi del Reatino, tra Ottocento e Novecento, una ricerca dell'Istituto Eugenio Cirese, presentazione di Alberto M. Cirese, commento di mwsqDario Fo, Rieti: SECIT, 1986.
• mwswServi furbi e servi sciocchi: gli zanni, Mostra didattica del Seminario - Roma 1984-1985, Teatro laboratorio a cura di Beatrice Premoli in collaborazione con il Liceo artistico S. Orsola, Roma: Teatro laboratorio, 198?.
• Ambrogio Artoni, mwtqIl teatro degli zanni: rapsodie dell'arte e dintorni, Genova: Costa & Nolan, 1999.
• mwtwGiorgio Padoan, mwuaPutte, zanni, rusteghi: scena e testo nella commedia goldoniana, a cura di Ilaria Crotti, Gilberto Pizzamiglio, Piermario Vescovo, Ravenna: Longo, 2001.
• Claudia Maschio, mwvaDa Arlecchino a Zanni: un viaggio sul palcoscenico del Carnevale tra fiabe, maschere e feste italiane, prefazione di Giorgio Gioco, illustrazioni di Charlotte Thruedal Scimemi, Sarah Zama, Verona: QuiEdit, 2007.
• Alessandra Mignatti, mwvgLa maschera e il viaggio: sull'origine dello Zanni, Bergamo: Moretti & Vitali, 2007.
• Sebastiano Rizza, mwwaGenesi e matamorfosi dello “zannu” siciliano, in “Italia Romaní”, 5/2008, pp. 163-184.

Collegamenti esterni

• Pietro Bertelli, mwxaZanni (incisione del 1591).
• mwxgZanni su www.sipario.it
• Fausta Samaritani, mwyaLa fame di Zanni, 10 novembre 2005 su www.repubblicaletteraria.net